Domande e risposte sulla pianificazione termica comunale
In questa pagina rispondiamo alle domande più frequenti sulla pianificazione termica comunale a Jena. Si tratta di domande generali relative alla pianificazione termica a Jena, alla legge sulla riqualificazione degli edifici (GModG), al sistema di teleriscaldamento di Jena e all’approvvigionamento termico decentralizzato.
Per informazioni aggiornate sul processo di elaborazione, consultate la pagina dedicata alla pianificazione termica comunale a Jena.
Situazione normativa attuale
Il 10 luglio 2026 è stata approvatalalegge sulla modernizzazione degli edifici (GModG), che dal 29 luglio 2026 sostituisce la precedente legge sull’energia negli edifici (GEG). La GModG definisce un nuovo quadro normativo per la scelta e l’installazione dei sistemi di riscaldamento. Allo stesso tempo, rimane l’obiettivo di rendere il settore edilizio climaticamente neutro entro il 2045.
Anche alla luce della nuova normativa, il Piano comunale per il riscaldamento, approvato dal Consiglio comunale nel giugno 2025, continua a rappresentare lo strumento di pianificazione centrale per la transizione termica a Jena.
Per domande relative alle ristrutturazioni energetiche e alle possibili opzioni di riscaldamento,l’Agenzia per la protezione del clima di Jena offre consulenze imparziali e gratuite.
Domande generali
Che cos’è la pianificazione comunale del riscaldamento?
La pianificazione comunale del riscaldamento è uno strumento di pianificazione strategica che indica alla città di Jena la strada da seguire per un approvvigionamento termico libero da combustibili fossili come il gas naturale o il petrolio.
Si tratta quindi di uno strumento fondamentale per guidare la transizione termica nella nostra città e per raggiungere un parco immobiliare a impatto zero sul clima.
La pianificazione termica indica dove si sta valutando l’ampliamento del teleriscaldamento o la realizzazione di nuove reti di teleriscaldamento e dove, anche in futuro, saranno necessari impianti di riscaldamento autonomi.
La pianificazione termica non è giuridicamente vincolante e non offre ancora alcuna garanzia di ampliamento né di tempistiche per le reti di teleriscaldamento.
A che punto è la pianificazione termica di Jena?
Il piano comunale di approvvigionamento termico della città di Jena è stato completato. La bozza del piano di approvvigionamento termico di Jena è stata elaborata nel 2024 e nel 2025 in collaborazione con i principali soggetti interessati della città, è stata presentata al pubblico nel febbraio 2025 per consentire la partecipazione dei cittadini ed è stata approvata dal Consiglio comunale nel giugno 2025.
Quali sono i risultati della pianificazione termica di Jena?
Innanzitutto, la pianificazione termica evidenzia che Jena dispone di un potenziale di produzione da fonti rinnovabili sufficiente per un approvvigionamento termico rispettoso del clima.
Il risultato principale è una panoramica delle aree previste per le reti di teleriscaldamento e per l’approvvigionamento termico decentralizzato.
Una serie di mappe indica in quali zone di Jena è raccomandato quale tipo di approvvigionamento termico. Il territorio comunale viene suddiviso in un totale di 57 sottozone
- con approvvigionamento di teleriscaldamento esistente,
- con ampliamento previsto della rete di teleriscaldamento,
- con la prevista realizzazione di nuove reti di teleriscaldamento e
- con approvvigionamento termico decentralizzato, ad esempio tramite pompe di calore.
Vengono inoltre indicate le zone per le quali non è stato ancora possibile definire in modo definitivo il futuro tipo di approvvigionamento termico, poiché, ad esempio, l’idrogeno potrebbe rappresentare un’opzione (aree in fase di valutazione).
Per ciascuna delle 57 aree parziali, i risultati concreti della pianificazione termica sono riassunti in una scheda informativa.
Cosa significa concretamente per la mia casa?
Con l’entrata in vigore dellalegge sulla riqualificazione degli edifici, i proprietari dispongono in linea di principio di una maggiore libertà di scelta per quanto riguarda l’installazione di un impianto di riscaldamento. La pianificazione comunale del teleriscaldamento offre in questo contesto un importante orientamento.
Tutti gli edifici situati su strade già dotate di teleriscaldamento o che rientrano nell’attuale area di applicazione del regolamento sul teleriscaldamento possono essere allacciati alla rete di teleriscaldamento. Se un edificio si trova in un’area in cui è prevista la realizzazione o l’ampliamento della rete di teleriscaldamento, lo sviluppo previsto della rete dovrebbe essere preso in considerazione al momento di decidere in merito a un nuovo impianto di riscaldamento.
Laddove sia già prevedibile che non sia possibile ampliare la rete di teleriscaldamento, è possibile pianificare e preparare tempestivamente l’installazione di un’opzione decentralizzata (ad es. una pompa di calore). L’installazione di un impianto di riscaldamento alimentato a combustibili fossili è ancora possibile, ma dovrebbe essere valutata con attenzione alla luce dei requisiti sempre più stringenti a lungo termine in materia di combustibili a impatto zero sul clima e dell’evoluzione prevedibile dei costi energetici.
Si consiglia di richiedere per tempo una consulenza specialistica prima di sostituire l’impianto di riscaldamento. In tale occasione è possibile verificare anche quali tecnologie di riscaldamento siano adatte al singolo edificio e quali possibilità di finanziamento siano disponibili.L’Agenzia per la protezione del clima di Jena, tra gli altri, offreconsulenze iniziali gratuite. Una panoramica delle ulteriori offerte di consulenza a Jena è disponibile sulsito web della città di Jena.
La mia casa si trova in una zona soggetta a test. Cosa significa?
La valutazione di idoneità condotta nell’ambito della pianificazione termica non ha ancora fornito un risultato univoco riguardo alla tipologia di approvvigionamento termico più adeguata per questa sottozona. È quindi possibile che in queste aree almeno due tipologie di approvvigionamento risultino ugualmente idonee oppure che non siano ancora disponibili informazioni sufficientemente attendibili per consentire una valutazione definitiva.
Per queste aree, nell’ambito dell’attuazione del piano termico, verranno condotti con priorità maggiore studi approfonditi a livello di quartiere e studi di fattibilità, al fine di ottenere anche in questo caso il più rapidamente possibile certezza progettuale riguardo al tipo di approvvigionamento termico più idoneo.
L’adeguamento dell’edificio a un sistema decentralizzato di produzione di calore da fonti rinnovabili è possibile in qualsiasi momento anche nelle aree in fase di valutazione.
Perché il piano comunale di approvvigionamento termico di Jena prevede come anno obiettivo il 2035, mentre la legge sulla pianificazione del riscaldamento prevede come anno obiettivo il 2045?
La città di Jena ha iniziato già nel 2023 – e quindi prima ancora dell’entrata in vigore della legge sulla pianificazione termica – a elaborare un piano termico per Jena. Il mandato di lavoro deriva dal Piano d’azione per il clima, che mira alla neutralità climatica di Jena entro il 2035.
Il Piano d’azione per il clima è stato elaborato nel 2022 su iniziativa del «Klimaentscheid Jena» e su incarico del Consiglio comunale nell’ambito di un ampio processo di partecipazione pubblica, ed è stato approvato nel 2023 dal Consiglio comunale a larga maggioranza.
Il piano comunale di approvvigionamento termico concretizza l’obiettivo generale del Piano d’azione per il clima nell’ambito dell’approvvigionamento termico climaticamente neutro. Esso indica quali misure e quali investimenti sono necessari a Jena per raggiungere un approvvigionamento termico climaticamente neutro, se possibile entro il 2035.
Al momento non è possibile prevedere se la transizione termica a Jena potrà essere completata già nel 2035, dati gli ingenti investimenti necessari in infrastrutture, efficienza energetica degli edifici e impianti di produzione, in un contesto caratterizzato da condizioni quadro incerte. È invece lecito supporre che anche nel 2035 saranno ancora necessari, in casi isolati, combustibili fossili per soddisfare il fabbisogno termico. L’attuazione della pianificazione termica avverrà in modo graduale e si baserà sulle risorse economiche, umane e finanziarie disponibili in ciascun momento. Nell’ambito della valutazione del piano di riscaldamento prevista per il 2028, l’orizzonte temporale degli obiettivi dovrà essere nuovamente riesaminato.
Legge sulla riqualificazione degli edifici (GModG)
Cosa cambia con la legge sulla riqualificazione degli edifici (GModG)?
LaGModG elimina il precedente requisito secondo cui un nuovo impianto di riscaldamento doveva funzionare almeno al 65% con energie rinnovabili. I proprietari hannoora, in linea di principio, una scelta più ampia tra diversi sistemi di riscaldamento. Anche gli impianti a gas e a gasolio rimangono ammessi, ma in futuro saranno soggetti a requisiti sempre più stringenti riguardo all’uso di combustibili rispettosi del clima. Inoltre, la legge non impone obbligatoriamente la sostituzione di un impianto di riscaldamento esistente. Allo stesso tempo, rimane l’obiettivo di rendere l’approvvigionamento termico climaticamente neutro entro il 2045 e quindi di non utilizzare più combustibili fossili come il gasolio o il gas a partire da tale data.
Quali sono i requisiti previsti per i nuovi impianti di riscaldamento?
Chi desidera installare un nuovo impianto di riscaldamento può, in linea di principio, decidere autonomamente quale tecnologia di riscaldamento sia più adatta all’edificio. Oltre alle pompe di calore, alle reti di teleriscaldamento, agli impianti a biomassa e ai sistemi di riscaldamento ibridi, è quindi possibile continuare a utilizzare anche impianti a gas e a gasolio.
Se un impianto di riscaldamento alimentato a gas, gasolio o GPL viene installato ex novo in un edificio esistente dopo il 29 luglio 2026, il proprietario dell’edificio deve garantire che, a partire dal 1° gennaio 2029, almeno il 10 per cento, dal 1° gennaio 2030 almeno il 15 per cento, dal 1° gennaio 2035 almeno il 30 per cento e dal 1° gennaio 2040 almeno il 60 per cento del calore fornito dall’impianto provenga da biometano, bioolio, GPL biogenico o idrogeno. A partire dal 2045, i combustibili dovranno essere completamente a impatto zero sul clima.
Cosa succede in caso di guasto al mio impianto di riscaldamento a gas?
Un impianto di riscaldamento esistente e funzionante non deve essere sostituito solo in base alle disposizioni di legge. In caso di guasto, occorre valutare se l’impianto possa essere riparato o debba essere sostituito. In caso di sostituzione, in linea di principio è possibile scegliere liberamente tra diversi sistemi di riscaldamento. Tuttavia, nel caso di un nuovo impianto di riscaldamento a combustibili fossili, occorre tenere conto dei requisiti di legge relativi ai combustibili rispettosi del clima.
È ancora consentito installare impianti di riscaldamento a gas o a gasolio?
Sì. Gli impianti di riscaldamento a gas e a gasolio continuano ad essere consentiti ai sensi della GModG. Tuttavia, per gli impianti di nuova installazione realizzati dopo il 29 luglio 2026, è necessario rispettare quote crescenti di combustibili rispettosi del clima:
- a partire dal 1° gennaio 2029 almeno il 10 per cento,
- dal 1° gennaio 2030 almeno il 15 per cento,
- dal 1° gennaio 2035 almeno il 30 per cento e
- dal 1° gennaio 2040 almeno il 60%.
Sono considerati combustibili rispettosi del clima il biometano, il bio-olio, il gas liquido biogenico e l’idrogeno. A partire dal 2045 i combustibili dovranno essere completamente a impatto zero sul clima. Ciò limiterà sempre più, nel lungo periodo, il funzionamento degli impianti di riscaldamento a combustibili fossili.
Inoltre, verrà introdotta una quota separata per il gas verde e l’olio combustibile verde. I fornitori di gas, petrolio e GPL saranno così obbligati a sostituire completamente, a partire dal 2045, i combustibili immessi sul mercato per il riscaldamento degli edifici con combustibili climaticamente neutri.
Nella scelta di un nuovo impianto di riscaldamento, oltre ai requisiti di legge, occorre tenere conto anche della redditività a lungo termine, dell’andamento dei prezzi dell’energia e della tariffazione delle emissioni di CO₂, nonché dell’approvvigionamento termico locale. In particolare, la pianificazione termica comunale può fornire indicazioni importanti su quale sistema di approvvigionamento termico sia previsto in futuro in una determinata zona.
È quindi ancora possibile installare un nuovo impianto di riscaldamento alimentato a combustibili fossili, ma tale scelta dovrebbe essere valutata con attenzione alla luce dei requisiti sempre più stringenti in materia di combustibili a impatto zero sul clima e dell’evoluzione prevedibile dei costi energetici.
Quali sono gli incentivi disponibili?
Ilprogramma federale di incentivazione per edifici efficienti (BEG) prosegue. Sono incentivati in particolare gli impianti di riscaldamento rispettosi del clima e le ristrutturazioni energetiche. A partire da luglio 2026 entreranno in vigore nuove condizioni di incentivazione: il bonus sul reddito ammonta, a seconda del reddito, fino al 40 per cento; è inoltre previsto un supplemento per i figli. Il massimale dei costi ammissibili per la sostituzione dell’impianto di riscaldamento è inizialmente fissato a un massimo di 28.000 euro e verrà successivamente ridotto gradualmente.
Che importanza ha la pianificazione termica comunale nella scelta del mio impianto di riscaldamento?
La pianificazione comunale del riscaldamento illustra come dovrebbe essere l’approvvigionamento termico di Jena nel lungo periodo, ad esempio se una determinata zona potrà essere allacciata in futuro a una rete di teleriscaldamento. Costituisce quindi un’importante base decisionale, ma non impone di per sé al proprietario un determinato sistema di riscaldamento. Poiché la GModG prevede la libera scelta del sistema di riscaldamento, prima di effettuare un investimento di una certa entità è opportuno verificare quale sistema di approvvigionamento termico sia previsto per la propria zona.
Teleriscaldamento
Dove è già disponibile il teleriscaldamento?
A Jena, già oggi circa il 56% delle abitazioni è rifornito di teleriscaldamento. Entro il 2035 e oltre, la rete di teleriscaldamento sarà ulteriormente ampliata in modo significativo.
Lo stato attuale dei lavori di ampliamento è disponibile presso il gruppo Stadtwerke Jena.
Come posso allacciarmi alla rete di teleriscaldamento?
Se la vostra abitazione si trova già nell’area di copertura del teleriscaldamento, potete richiedere, senza alcun impegno, l’allacciamento alla rete di distribuzione compilando un apposito modulo. Il modulo di richiesta (PDF) è disponibile alla pagina “Tutto sul vostro contratto di teleriscaldamento” del gruppo Stadtwerke Jena, nella sezione “Moduli”. Lì troverete anche ulteriori informazioni sulla fornitura di teleriscaldamento a Jena.
Nel compilare il modulo di richiesta, è consigliabile avvalersi dell’assistenza di un’azienda specializzata in impianti di riscaldamento, affinché la vostra futura fornitura di calore sia perfettamente adattata alle vostre esigenze.
Se desiderate innanzitutto informarvi in modo più generale sui vantaggi e sulle caratteristiche del teleriscaldamento, l’azienda municipalizzata mette a vostra disposizione sul proprio sito web diversi video e informazioni.
Dove verrà potenziata la rete di teleriscaldamento?
La rete di teleriscaldamento esistente a Jena sarà notevolmente ampliata nei prossimi anni. Informazioni dettagliate sul previsto ampliamento della rete di teleriscaldamento esistente e sulla realizzazione di nuove reti di teleriscaldamento sono disponibili sul sito web del gruppo Stadtwerke Jena.
Dove posso manifestare il mio interesse per il teleriscaldamento?
L’azienda municipalizzata Stadtwerke Energie Jena-Pößneck ha pubblicato sul proprio sito web lo stato attuale della pianificazione relativa all’ampliamento della rete di teleriscaldamento. Sul sito è anche possibile manifestare il proprio interesse per un allacciamento alla rete di teleriscaldamento direttamente tramite un modulo online. Una mappa digitale e il modulo per gli interessati sono disponibili sul sito del gruppo Stadtwerke Jena.
Ciò contribuirà all’ulteriore pianificazione da parte dell’azienda municipalizzata in merito all’ampliamento della rete di teleriscaldamento e in futuro sarete informati direttamente sui passi successivi.
Quali costi devo prevedere se faccio allacciare la mia casa alla rete di teleriscaldamento?
In caso di allacciamento alla rete di teleriscaldamento, si devono sostenere, da un lato, i costi relativi alla linea di alimentazione e, dall’altro, quelli relativi all’allacciamento domestico, ovvero il tratto che va dalla linea di alimentazione alla vostra abitazione. I costi relativi alla linea di alimentazione sono solitamente a carico dell’azienda municipalizzata. I costi dell’allacciamento domestico sono sostenuti in parte dall’azienda municipalizzata e in parte dall’utente. La ripartizione dei costi dipende da molti fattori diversi. Inoltre, gli allacciamenti alle reti di teleriscaldamento sono ammissibili a incentivi, il che consente di ridurre ulteriormente i costi. L’azienda municipalizzata sarà lieta di fornirvi consulenza e rispondere alle vostre domande.
I costi che possono insorgere per i clienti finali in caso di allacciamento alla rete di teleriscaldamento sono attualmente ammissibili a sovvenzioni fino al 70%. Unapanoramica degli incentivi per singoli interventi volti all’efficienza energetica degli edifici è pubblicata sul sito web dell’Ufficio federale per l’economia e il controllo delle esportazioni.
Come viene prodotta l'energia termica di rete a Jena e a partire da quando è considerata rinnovabile?
Attualmente, oltre il 98% del teleriscaldamento di Jena è prodotto da gas naturale fossile. La quota di energie rinnovabili nel teleriscaldamento di Jena è destinata ad aumentare progressivamente: dall’attuale 2% circa a circa il 91% previsto per il 2035. Secondo i piani dell’azienda municipalizzata Stadtwerke Energie Jena-Pößneck, l’obiettivo di un approvvigionamento di teleriscaldamento a impatto zero sul clima dovrà essere raggiunto al più tardi entro il 2040. A tal fine, l’azienda municipalizzata prevede una produzione di teleriscaldamento a impatto zero sul clima tramite energia fluviale, geotermica e solare termica, pompe di calore ad aria, Power-to-Heat e idrogeno.
Ulteriori informazioni al riguardo sono disponibili sul sito del Gruppo Stadtwerke Jena dedicato alla strategia della rete di teleriscaldamento.
Fornitura decentralizzata di calore
Quali sono i diversi tipi di pompe di calore disponibili e in cosa si differenziano?
Le pompe di calore si distinguono in base al tipo di fonte termica utilizzata. Esistono pompe di calore ad aria, pompe di calore geotermiche e pompe di calore ad acqua freatica.
Le più diffuse sono le pompe di calore aria-acqua, per le quali esiste un elevato potenziale di espansione anche a Jena. Queste sfruttano il calore dell’aria ambiente per riscaldare l’acqua di riscaldamento all’interno dell’edificio.
Per ulteriori informazioni, consultare il portale informativo sulle pompe di calore dell’Agenzia energetica regionale ThEGA.
Quanto sono rispettose del clima ed efficienti dal punto di vista energetico le pompe di calore?
L'impatto ambientale del funzionamento di una pompa di calore dipende, da un lato, dalla quantità di energia elettrica necessaria all'impianto per generare una determinata quantità di energia termica. L'indice di riferimento è il coefficiente di prestazione annuale (JAZ). Più è alto, più la pompa di calore funziona in modo efficiente. D'altra parte, dipende anche dal tipo di energia elettrica utilizzata per alimentare la pompa di calore. Maggiore è la quota di energia verde proveniente da fonti rinnovabili, più il funzionamento della pompa di calore è rispettoso del clima. Nel 2025, con quasi il 56%, già oltre la metà dell’energia elettrica consumata in Germania era coperta da fonti rinnovabili. Idealmente, una pompa di calore dovrebbe essere alimentata con una tariffa vantaggiosa per l’energia verde. Anche la combinazione di una pompa di calore con un impianto fotovoltaico può ridurre le emissioni di CO₂.
Qual è la temperatura di mandata consigliata per le pompe di calore? La mia casa è adatta a questo sistema?
Un fattore determinante per l’efficienza e, di conseguenza, anche per i costi di esercizio dell’impianto è la cosiddetta temperatura di mandata. Si tratta della temperatura alla quale l’acqua di riscaldamento viene riscaldata tramite una pompa di calore prima di essere distribuita nell’impianto di riscaldamento. Con una temperatura di mandata massima di 55 gradi, una pompa di calore ad aria può funzionare in modo efficiente durante tutto l’anno.
Le pompe di calore geotermiche o a acque reflue possono raggiungere temperature di mandata anche più elevate, poiché le loro fonti di calore sono più calde anche a basse temperature esterne. Per riscaldare adeguatamente edifici di piccole dimensioni o poco coibentati con tali temperature di mandata, spesso è sufficiente sostituire singoli radiatori con altri dotati di una superficie maggiore e di una migliore distribuzione del calore. Esistono inoltre pompe di calore che possono essere utilizzate per singoli piani. Il miglior esempio sono i noti climatizzatori split che, utilizzati come pompe di calore aria-aria, mantengono gli ambienti abitativi piacevolmente caldi e in estate possono passare direttamente alla funzione di raffreddamento.
Inoltre, oggi sono disponibili moderne pompe di calore ad alta temperatura in grado di raggiungere temperature di mandata fino a 80 gradi. Con queste pompe di calore è possibile riscaldare qualsiasi casa e, nonostante qualche compromesso in termini di efficienza, questa tecnologia di riscaldamento può essere ecologicamente vantaggiosa. Per gli edifici non coibentati con bassa efficienza energetica si possono inoltre prendere in considerazione, in via temporanea, sistemi di riscaldamento ibridi, in cui la pompa di calore viene combinata con un impianto a gas o a gasolio. Una volta completata la coibentazione dell’edificio, la pompa di calore potrà quindi provvedere da sola all’approvvigionamento termico.
Dove posso trovare ulteriori informazioni sulle pompe di calore?
L’Agenzia per la protezione del clima di Jena offre ai cittadini e alle imprese della città consulenze gratuite e imparziali sull’utilizzo delle pompe di calore e di altre tecnologie rinnovabili. Ulteriori informazioni sono disponibili sulsito web dell’Agenzia per la protezione del clima. Il sito web offre inoltre un «check delle pompe di calore» gratuito. Questostrumento online di facile utilizzo consente, sulla base di pochi dati, una prima valutazione dell’idoneità di un edificio all’installazione di una pompa di calore.
Ilportale informativo sulle pompe di calore dell’Agenzia energetica regionale ThEGAoffre una panoramica interattiva su tipologie, campi di applicazione, installazione e costi delle pompe di calore, oltre a un «check delle pompe di calore» integrato.
Buoni esempi di utilizzo delle pompe di calore negli edifici esistenti sono disponibili nelportale «So geht's mit Wärmepumpen!» dell’Ufficio federale per l’ambiente.
Per informazioni sull’offerta di impianti di riscaldamento a pompa di calore della Stadtwerke Energie Jena-Pößneck, consultate illoro sito web dedicato alle pompe di calore.
Un opuscolo (PDF) di Parents and Scientists for Future Jena illustra i retroscena della transizione termica a Jena e si rivolge in particolare ai proprietari di immobili e agli inquilini in zone residenziali con soluzioni di riscaldamento decentralizzate nell’ambito della pianificazione termica. Oltre alle informazioni sulle pompe di calore, offre anche un confronto dei costi tra impianti di riscaldamento a gas e a pompa di calore per due case modello, basato sulle tariffe concrete di Stadtwerke Energie Jena. L’opuscolo è disponibile nell’area download.
I prezzi del gas aumenteranno se il numero di clienti allacciati alla rete del gas diminuirà sempre di più?
I prezzi del gas sono influenzati da una serie di componenti di costo.
Oltre ai prezzi all’ingrosso del gas naturale, che negli ultimi anni hanno subito fluttuazioni talvolta significative a livelli elevati, l’aumento del prezzo della CO₂ comporterà ulteriori aumenti dei costi. Inoltre, le tariffe di rete del gas rappresentano un’altra componente del prezzo del gas.
Sebbene le tariffe di rete siano rigorosamente regolamentate dall’autorità di regolamentazione, con un numero decrescente di utenti della rete e un calo dei volumi di consumo, anche le tariffe di rete specifiche sono destinate ad aumentare, poiché i costi per il funzionamento affidabile dell’infrastruttura di rete dovranno essere ripartiti su un numero minore di utenti.
Quando verrà disattivata la rete del gas esistente?
Secondo le leggi federali sulla protezione del clima, entro e non oltre il 31 dicembre 2044 le reti del gas non distribuiranno più gas naturale fossile.
Tuttavia, si prevede che già negli anni '30 del 2000 si verificheranno chiusure su larga scala delle reti del gas, poiché il funzionamento a lungo termine di questa infrastruttura energetica fossile non è più giustificabile a causa del calo del numero di utenze allacciate alla rete del gas e delle esigenze di politica climatica.
L’azienda municipalizzata Stadtwerke Jena Netze non ha ancora completato la pianificazione relativa al futuro della rete di distribuzione del gas a Jena. Non appena saranno disponibili informazioni concrete al riguardo, l’azienda le pubblicheràsul proprio portale clienti.
Il riscaldamento degli edifici con gas naturale dovrebbe quindi essere considerato solo come una soluzione temporanea per l’attuale periodo di transizione. I proprietari di immobili interessati dovrebbero optare tempestivamente per un’altra soluzione, in particolare l’allacciamento a una rete di teleriscaldamento, l’installazione di una pompa di calore o, qualora fosse possibile in futuro nelle aree oggetto di studio, il passaggio a un sistema di riscaldamento a idrogeno.
I gas verdi, in particolare l'idrogeno verde, avranno un ruolo importante?
In futuro, solo le reti del gas che trasportano e distribuiscono gas verdi, in particolare l’idrogeno verde, continueranno a svolgere un ruolo nel sistema energetico.
A tal proposito, la Stadtwerke Jena Netze ha condotto studi approfonditi che dimostrano come le sue reti del gas siano già oggi pronte per il 100% di idrogeno. Inoltre, sono in corso piani concreti di transizione dal gas naturale all’idrogeno. L’attenzione è rivolta inizialmente soprattutto alle applicazioni industriali e commerciali; in alcune aree pilota, se la disponibilità lo consentirà, in futuro sarà ipotizzabile anche il riscaldamento degli edifici residenziali tramite idrogeno verde.
Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito web della Stadtwerke Jena Netze.
Si prevedono interruzioni di corrente su vasta scala in Germania a causa dell’ulteriore espansione delle energie rinnovabili e dell’elettrificazione della rete di teleriscaldamento?
Il Centro di competenza per la transizione termica comunale (KKW) risponde a questa domanda come segue:
«Il sistema elettrico tedesco è uno dei sistemi di approvvigionamento più sicuri al mondo. Con una media di 13 minuti, la durata annuale delle interruzioni di fornitura limitate a livello locale è molto bassa rispetto agli standard internazionali. Inoltre, il sistema dispone di numerose opzioni di controllo e ridondanze che garantiscono la stabilità delle nostre reti. Un’interruzione di corrente su vasta scala è quindi molto improbabile.
I gestori delle reti di trasmissione garantiscono l’equilibrio tra produzione e consumo di energia e mantengono stabile la frequenza di rete a 50 hertz. A ciò si aggiunge il fatto che, grazie alla sua posizione geografica, la Germania è integrata in modo centrale nella rete di trasmissione europea. In caso di emergenza, la rete tedesca può quindi essere supportata dall’esterno oppure l’energia in eccesso può essere trasferita ai paesi confinanti. L’Agenzia federale delle reti monitora gli sviluppi attuali, come ad esempio il crescente fabbisogno di energia elettrica dovuto all’elettrificazione del settore del riscaldamento e al conseguente aumento del numero di pompe di calore, per poter reagire in caso di necessità.
Sul sito del Ministero federale dell’Economia e dell’Energia sono disponibili ulteriori domande e risposte sull’argomento."